Socialware http://www.kindlecafe.com Ecommerce & SEO Fri, 04 Sep 2020 14:37:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.20 Content marketing e i contenuti di valore http://www.kindlecafe.com/2020/08/24/content-marketing-tra-analisi-ed-empatia/ http://www.kindlecafe.com/2020/08/24/content-marketing-tra-analisi-ed-empatia/#comments Mon, 24 Aug 2020 15:20:18 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16518 L’ABC della vendita online: i contenuti di valore

Cos’è e come si costruisce il lavoro del content marketing

Prima di entrare nel dettaglio del lavoro di content, è necessario fare una premessa su cosa si intende per content marketing: si tratta di quel settore del marketing che si occupa della creazione e della condivisione di contenuti testuali e visuali, pertinenti e di valore attorno ad un progetto, un brand o un servizio, con l’obiettivo di emergere, in un determinato contesto, al fine di aumentare il proprio business; ne abbiamo parlato nel nostro blog in un interessante intervista con Luca Conti e Cristiano Carriero sul’evoluzione dei contenuti online.

Il settore appena descritto quindi, assume un valore elevatissimo nel momento in cui, il servizio o il prodotto in questione, ha la necessità di esprimersi verso l’esterno. Il content diventa quindi un perno fondamentale del digital marketing?(per nulla trascurabile anche offline).

Oggi ci focalizzeremo sul lavoro del web?content creator nell’ambito del digital marketing. Innanzitutto è necessario capire che il content marketing ha ragione d’esistere solo se accompagnato e instradato da una chiara definizione degli obiettivi strategici, senza di essi, nella migliore delle ipotesi, il content porterà ad un risultato debole (sprecando risorse) mentre, nella peggiore delle ipotesi, il content sarà addirittura dannoso allo sviluppo. Per questo motivo è importante essere consapevoli delle potenzialità che questo settore possiede e, allo stesso tempo, capire se si hanno le capacità e le forze per gestirlo una volta messo in campo, oppure se non sia più efficace servirsi di una consulenza esterna per?servizi di web marketing.

Le fasi del processo di creazione del content marketing

Come ogni processo di creazione, anche quello del content, nell’ambito del digital marketing, ne ha uno. Ovviamente ogni operatore ha i suoi processi cognitivi e di elaborazione, tuttavia esistono degli step imprescindibili:

  1. Creazione di un’analisi SWOT sulla realtà interessata dal content;
  2. Definizione degli obiettivi e dei risultati che si intendono raggiungere con il content;
  3. Creazione del target da raggiungere o analisi del target già acquisito;
  4. Analisi e scelta dei media da utilizzare per il progetto (social, email, articoli, etc… );
  5. Pianificazione del tone of voice della comunicazione da veicolare;
  6. Creazione di un programma di storytelling adeguato e forte;
  7. Analisi dei risultati;
  8. Aggiornamento di tutte le fasi appena elencate in base all’analisi effettuata a cadenza periodica.

Da questo elenco è evidente quindi che il content è un lavoro perenne e circolare, che vive di numerosi fattori, mai immobili, ma anzi sempre mutevoli, dovuti a situazioni interne ed esterne alla realtà. Un ottimo piano strategico di content, permette di essere sempre aggiornati e di non avere gup, ma soprattutto di non sprecare risorse.

La qualità del content e l’aspetto di ottimizzazione

Le fasi appena descritte non sono altro che il principio di un processo strategico. L’operatività poi, richiede ulteriori passaggi, tra i tanti la?creazione di contenuti che dovranno avere caratteristiche imprescindibili quali: veridicità e unicità, ma non solo:

  1. ottimizzazione per dispositivi mobili e fissi;
  2. analisi e ricerca di parole chiave di qualità e pertinenti da sfruttare in ottica SEO;
  3. alto grado di chiarezza in termini di leggibilità e visualizzazione.

Testo e immagine sono i due elementi principali del content, in particolare però, la scrittura in ottica SEO è sempre l’elemento più controverso, perché la qualità e il livello di creatività della stessa, devono andare ad integrarsi con caratteristiche specifiche dettate da esigenze ed attività legate all’indicizzazione per i motori di ricerca.

Parola scritta ed empatia

Come accennato, il content marketing passa all’operatività attraverso la scrittura di testi capaci di vendere prodotti o acquisire leads: che si parli di prodotti tecnologici o di esperienze di viaggio, il punto di forza del content, nei testi o nei video, è il “mettersi nei panni dell’altro” e per farlo è necessario capire chi sono le persone con cui si parla. L’obiettivo di questo tipo di approccio è rendere il brand o il progetto in questione, un luogo in cui l’utente possa sentirsi a suo agio e quindi “ripostare” e “taggare” l’azienda. In questo modo è l’utente stesso ad essere veicolo per aumentare la web awareness?e migliorare la web reputation del progetto. Di questo aspetto particolare ne abbiamo parlato tempo fa in un nostro articolo sugli UCG (user generated content); possiamo sicuramente dire che questa fase è uno degli obiettivi intermedi del content: catturare l’attenzione dell’utente e lavorare attraverso di lui per viralizzare il messaggio.

Creazione di personas o persone?

la creazione di modelli verosimili di utenti e clienti a cui dovremmo parlare, è sicuramente il punto di partenza sia per definire il target che per definire i topic da trattare (in tendenza e in linea con il pubblico), ma potrebbe diventare un processo sempre di più freddo. La creazione dei cosiddetti buyer personas è certamente una buona base da cui partire, ma non è sufficiente a metterci nei panni. Per poterlo fare nel migliore dei modi dobbiamo dimenticare la fretta e munirci di carta e penna, per i più nostalgici, o di tastiera per i più aggiornati e stilare una lunga lista di dubbi, obiezioni, domande, sentori contrastanti che il topic che affrontiamo potrebbe aprire.

Questi dubbi dovranno essere rimodulati su categorie di persone differenti affinché si sviluppino diversi “punti di dolore”. Una volta fatto questo immane lavoro, in base agli obiettivi prefissati e, in base alla strategia condivisa, si dovranno sviluppare le argomentazioni secondo un punto di vista (ironico, dissacrante, etc… ) che sarà in linea con le strategie messe in campo e quindi in linea con il pubblico giusto.

L’empatia nel mestiere del content creator

Fin qui abbiamo visto molti passaggi che ci hanno fatto comprendere che questo mestiere utilizza strumentazioni anche molto tecniche e si basa su risultati scientifici tangibili (attraverso Google Analytics, strumenti di monitoraggio keywords e molto altro), ma il valore aggiunto del content creator è quello di trovare una sintesi tra dato scientifico e dato emozionale; il processo da attuare sta nel filtrare il dato con una certa sensibilità, o comunque, con una predisposizione al guardare il pubblico e capirne le sfumature. Si tratta di raccontare una storia credibile e di farlo con empatia, mettere in luce un fil rouge nello storytelling e rintracciare correttamente leads di qualità, altamente profilate, affinché l’obiettivo aziendale venga raggiunto.

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é tempo di e-commerce per tutti? Vendere online è la strada giusta http://www.kindlecafe.com/2020/08/06/e-commerce-per-tutti-vendere-online http://www.kindlecafe.com/2020/08/06/e-commerce-per-tutti-vendere-online#comments Fri, 07 Aug 2020 09:32:47 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16496 é tempo di e-commerce per tutti? Vendere online è la strada giusta

Creazione siti e-commerce: un trend ormai in impennata inarrestabile!

Il lockdown dovuto al propagarsi del Covid-19 ha contribuito a dare una netta accelerata ad un fenomeno che, ormai da anni è in costante aumento. Basta digitare su Google Trends la parola e-commerce per notare come dal 2018 i volumi di ricerca siano praticamente raddoppiati negli ultimi mesi.

GoogleTrends

é pur vero che creare un sito e-commerce sembra davvero essere ormai alla portata di tutti grazie alle numerose piattaforme presenti in rete. In realtà però realizzare un negozio virtuale che abbia dei valori ottimali di traffico online non è così semplice come può apparire.

Sicuramente, uno degli scopi principali dei siti e-commerce, oltre al raggiungimento di un tasso di conversione alto, è la fluidità nella navigazione da mobile che deve essere immediata e veloce. Un argomento che merita molta attenzione e di cui ci eravamo già occupati in un precedente articolo sull’indicizzazione mobile-first.

Quest’ultimo obiettivo è avvalorato dai numeri su scala mondiale aggiornati al primo trimestre del 2020, secondo i quali i dati mobili mensili utilizzati su un singolo smartphone sono stati in media 8.4 GB, con un incremento dal 2018 di circa 30 bilioni di gigabyte.

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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite

 

Tutto questo si traduce in una percentuale in forte aumento di utilizzo del mobile per concretizzare un acquisto online sia direttamente da App che sul sito e commmerce. Infatti, più della metà degli utenti si affida alla vendita online per comprare prodotti e circa il 90% delle persone che usano internet visitano quotidianamente webstore di commercio elettronico.

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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite

Uso dello smartphone in Italia per gli acquisti online

In Italia nello specifico, si può notare come fino ad inizio 2020 questi stessi dati siano differenti in molti aspetti rispetto alla media mondiale, ma comunque il dato complessivo è innegabilmente positivo considerando tre aspetti:

  • il 93% di visite a negozi online
  • il 40% di acquisti finalizzati tramite un dispositivo mobile
  • la crescita sicura di quest’ultima percentuale nei primi sei mesi del 2020, dovuta all’effetto quarantena Covid-19
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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite

Ultima statistica, a mio avviso, molto interessante riguarda il 68% degli italiani tra i 18 ed i 64 anni che mensilmente utilizza App relative allo Shopping; è sicuramente uno dei valori più alti escludendo le applicazioni relative alla messaggistica, ai social, alle mappe e all’entertainment, le quali comprensibilmente occupano le prime posizioni.

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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite

Impatto del Covid-19 sulle transazioni Ecommerce: i dati

L’analisi precedentemente realizzata pone delle basi concrete alla domanda che molte attività commerciali o aziende di piccole e medie dimensioni ancora fuori dal mercato online si pongono. è questo il momento di gettarsi nel fantastico mondo dell’online?

La risposta è sicuramente SI, infatti come dimostra la seguente reportistica, l’impatto positivo che il Covid-19 ha avuto sulle acquisti e-commerce intacca tutti i settori con percentuali differenti. Un’analisi separata meriterebbe invece il turismo online, il quale ha registrato ben più di un calo, direi quasi un crollo vertiginoso, basti pensare ai licenziamenti messi in atto da Airbnb annunciati dalla lettera del Ceo Brian Chesky. Purtroppo, questa situazione la aspettavamo con timore parlandone nell’articolo relativo al dilagare del COVID19 nell’economia e prospettando già la débacle del settore.

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Tool per la realizzazione di siti ecommerce

Esistono ormai tantissimi tool per realizzare siti ecommerce, anche con un investimento davvero minimo. Ne riporto alcuni tra i più famosi:

  • Woocommerce (integrato in WordPress)
  • Prestashop
  • Magento
  • Wix
  • Squarespace

Tra le piattaforme in fortissima ascesa vi è anche Shopify, una piattaforma fondata nel 2004 e che al momento conta oltre 1 milione di negozi online, con un flusso di vendite che supera i 155 miliardi di dollari.

La crescita inarrestabile di questo strumento è dovuto non solo alla semplicità di realizzazione del sito, davvero molto intuitivo, ma il motivo principale della crescita è stato l’integrazione nel proprio sistema di Oberlo, un plugin che ha reso davvero semplice l’implementazione del dropshipping, un fenomeno di cui ci occuperemo in un prossimo articolo.

Senza il minimo dubbio è possibile affermare che ora è davvero giunto il momento di affacciarsi al mondo dell’online per non rischiare di restare definitivamente indietro, senza alcuna possibilità di rivalsa.

è altrettanto importante comprendere che “fare e-commerce” non è semplice, quando possibile la scelta migliore è affidarsi ad un’agenzia di web marketing in grado di curare tutti quegli aspetti che possono fare letteralmente decollare il proprio sito web, ad iniziare dalla costruzione e strutturazione dello stesso, fino alle attività prettamente di comunicazione (SEO, social, ADS, email,ecc.). L’improvvisazione può rischiare di causare danni a volte difficilmente recuperabili.

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La regione Puglia a favore della digitalizzazione delle imprese http://www.kindlecafe.com/2020/07/20/la-regione-puglia-a-favore-della-digitalizzazione-delle-imprese/ http://www.kindlecafe.com/2020/07/20/la-regione-puglia-a-favore-della-digitalizzazione-delle-imprese/#comments Mon, 20 Jul 2020 15:54:19 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16447 Il bando?ha l’obiettivo?di favorire l’innovazione digitale delle imprese pugliesi. Ma come funziona?

Chiamato INNOPROCESS, il nuovo bando della Regione Puglia pubblicato il 12 Luglio 2020, si pone come obiettivo di favorire la digitalizzazione delle imprese presenti su tutto il territorio pugliese, come?il?commercio elettronico, il cloud computing, la manifattura digitale e la sicurezza informatica.

Un bando decisamente interessante per tutti coloro che vogliono dare visibilità alla propria azienda.
Aspetto interessante è la possibilità per le imprese, di poter ricevere fondi per la realizzazione di una piattaforma ecommerce per la vendita on line dei propri prodotti.

Destinatarie della misura sono le micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata, organizzate in consorzio, ATI, reti di imprese con o senza personalità giuridica,? con le seguenti caratteristiche:

  • iscrizione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) o con codice primario ATECO ammissibile;
  • sede legale o unità locale oggetto di investimento in Puglia;
  • dotazione di casella di posta elettronica certificata (PEC) e di firma digitale del rappresentante legale.

Le spese ammissibili previste dalla misura sono:

  • costo del personale;
  • costo della strumentazione ed attrezzature destinata al progetto;
  • spese generali supplementari e altri costi di esercizio.

Le attività ammissibili a finanziamento sono:

  • innovazione di servizi produttivi e della sicurezza delle informazioni;
  • innovazione di processi aziendali inclusi quelli di fornitura e distribuzione;
  • realizzazione di servizi a supporto dell’innovazione dei processi di fornitura e distribuzione;
  • implementazione di sistemi per la gestione e la sicurezza delle informazioni.

Il bando è a sportello, e tutte le imprese interessate possono presentare la loro domanda di partecipazione tramite il portale Sistema Puglia entro e non oltre le ore 12:00 del 27 luglio 2020.

Per maggiori informazioni, potete visitare la pagina dedicata al bando INNOPROCESS

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Facebook e Google: stop dall’UE alla pubblicità profilata http://www.kindlecafe.com/2020/06/26/facebook-e-google-stop-ue-alla-pubblicita-profilata/ http://www.kindlecafe.com/2020/06/26/facebook-e-google-stop-ue-alla-pubblicita-profilata/#comments Fri, 26 Jun 2020 12:52:48 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16410 La fine delle pubblicità personalizzate per gli utenti Europei: una questione di privacy?

Giovedì 18 Giugno è passata in sordina la votazione del Parlamento Europeo sulla proposta che vedrebbe la fine della pubblicità personalizzata seguendo il metodo della profilazione dell’utente, ormai core business dei giganti del web come Facebook e Google, ne abbiamo parlato in parte anche in un nostro articolo sul Marketing Automation.

Sicuramente l’utilizzo a scopo pubblicitario dei dati personali dell’utente è un sistema che, soprattutto in questo momento storico, è nell’occhio del ciclone: non ultimo il caso italiano della app Immuni per la tracciabilità del contagio da Coronavirus che ha portato a non poche polemiche sull’accesso ai dati personali.

Tutto ciò che gravita attorno ai dati sensibili è materia sempre più ostica e questa votazione (che vede al Parlamento Europeo solo il contrasto dei leghisti italiani) sancisce quantomeno una virata storica nell’advertising del web.

Questione di concorrenza non solo di privacyLa mozione votata il 18 giugno è partita dal rapporto sulla concorrenza, da cui è emerso infatti che queste grandi aziende, grazie a questo modello di business, risultano inarrivabili a livello di competizione sul mercato rispetto a qualsiasi altra azienda: nessun’altro competitor potrà essere capace di raggiungere gli utenti come Facebook e Google.

Livellare la concorrenza risulterà sicuramente positivo per i competitors più piccoli che riusciranno magari a diminuire la forbice abissale con le majors, ma su un lungo periodo sarà la soluzione corretta per l’economia? Perché se è vero che le piccole realtà non riusciranno a raggiungere gli obiettivi dei giganti internazionali, è vero anche che esse possono accedere a servizi diversi come Local Marketing, con azioni più adatte alle proprie dimensioni e capacità, il dibattito è totalmente aperto.

La pubblicità profilata ai tempi delle elezioni presidenziali americane

In questo contesto è la nostra privacy ad uscirne vittoriosa ed è questo il fattore ad aver mosso la votazione, probabilmente in virtù delle prossime elezioni del Presidente degli Stati Uniti. Consci della vulnerabilità dei dati dopo lo scandalo della Cambridge Analitica l’Europa si è voluta tutelare con questa mozione storica.

Dopo anni l’UE tocca corde mai sfiorate prima e prende una direzione precisa sui problemi della manipolazione dell’opinione pubblica e in difesa dei processi democratici.

Fake news e diffusione di notizie pericolose

La decisione sulle pubblicità profilata infatti va a braccetto con un altro grande passo dell’UE, cioè la creazione diuna policy condivisa sulle informazioni nel web, si tratta del codice di condotta europeo sulla disinformazione, sottoscritto da moltissimi social network tra cui Twitter e Tik Tok, poi Google, Facebook e Modzilla.

Questa pandemia ci ha portati a capire e “toccare con mano” l’importanza dell’informazione sul web. Il proliferare di notizie più o meno corrette sull’influenza da COVID-19 anche da fonti autorevoli ha portato sicuramente a azioni drastiche.

Qualcosa sta cambiando, per molti aspetti in modo positivo: ormai da anni il web assume un’importanza economica, sociale e politica crescente, un codice condiviso che metta un limite netto tra ciò che è consentito e ciò che non lo è sicuramente un passo avanti per la società.

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Gestire un Ecommerce durante la crisi: la parola a Marco Giuri di San Marco http://www.kindlecafe.com/2020/03/31/gestire-ecommerce-durante-la-crisi http://www.kindlecafe.com/2020/03/31/gestire-ecommerce-durante-la-crisi#comments Tue, 31 Mar 2020 14:45:51 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16379 Economia e Coronavirus, fronteggiare l’emergenza puntando strategicamente sull’online

Abbiamo intervistato Marco Giuri, founder della San Marco, rinomato Ecommerce di piscine e articoli per outdoor

La quarantena si prolunga e con essa è sopraggiunta il fermo delle attività produttive (dpcm del 22 Marzo 2020) che ha mandato in crisi e in allarme moltissime aziende e imprese italiane.

Eppure, mai come in questo periodo, siamo ancora più interconnessi e si aprono delle opportunità alle aziende che sanno reagire in tempo. Puntare sulle vendite online attraverso progetti di Ecommerce e con il supporto di marketplace come Amazon e eBay oggi è una strategia, una risorsa e una salvezza.

INDICE

  1. Ecommerce, il modo migliore per non fermarsi
  2. Intervista a Marco Giuri
  3. Emergenza COVID19
  4. Advertising, spedizioni e lavoro da remoto
  5. Affidabilità e Web Reputation
  6. Ripartire dal digitale

Ecommerce, il modo migliore per non fermarsi

Avere?un Ecommerce in questo momento può rivelarsi ancora più positivo. Le strategie di vendita online possono contribuire nettamente alla salute della propria azienda, soprattutto in un momento in cui ogni altra attività è sospesa.

Questo sia perché i clienti – ormai di qualunque età, genere, target appartengano – sono portati ad acquistare online maggiormente, a causa delle limitazioni imposte sugli spostamenti; sia perché permette all’impresa non di fermarsi completamente, ma anzi di continuare a lavorare e fatturare grazie alle vendite online.

Mai come oggi risulta indispensabile curare la propria immagine aziendale online, sviluppare i propri canali web, e laddove possibile, ideare e incrementare le vendite online tramite un Ecommerce proprietario.

Come gestire un Ecommerce durante un periodo di crisi: l’intervista a Marco Giuri di Grupposanmarco.eu

Dal 2009 seguiamo?Gruppo San Marco, grande Ecommerce di piscine e stufe a pellet, curandone la strategia di?digital marketing.

In questa breve intervista a Marco Giuri, CEO di San Marco, parliamo di strategie per gestire correttamente il proprio Ecommerce e di come fronteggiare questa situazione di sofferenza.

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Marco Giuri

Emergenza COVID19 e Vendite Online

Come state vivendo questo momento di emergenza? Avete notato un cambiamento nelle vendite rispetto agli anni precedenti?

Certamente. C’era da aspettarselo, come era ovvio, e lo shock generale e la preoccupazione durante i primi 15 gg di blocco totale hanno causato un parziale crollo delle vendite, in quanto le persone avevano altre priorità rispetto agli acquisti on-line. Successivamente, una volta che è stata presa coscienza della situazione, le persone sono tornate?a costruirsi una propria normalità e routine, tornando a riaffacciarsi e a dirigersi al web anche per evitare di uscire di casa.

Quali sono secondo te gli elementi più importanti per gestire un Ecommerce in un periodo di difficoltà?
Le difficoltà primarie sono la gestione delle problematiche legate direttamente alla logistica. Purtroppo, alcune località non sono servite e quindi bisogna prestare molta attenzione all’evasione degli ordini così come bisogna implementare la parte riguardante il front-office (che lavora da remoto) per informare costantemente la clientela. Poi bisogna adeguare la strategia di comunicazione online, e sui Social media,?modificando il messaggio che si vuol far arrivare agli utenti. Mai come adesso è importante far sentire il lato umano dell’azienda.

Pubblicità online, spedizioni e lavoro da remoto

Avete ridotto gli investimenti pubblicitari in questo periodo?

Tutto procede di pari passo alle vendite ed alla storicità. Per un Ecommerce fare pubblicità sul web con Google Ads, remarketing e i più nuovi strumenti di automation marketing è fondamentale anche adesso. Quindi, non abbiamo ridotto gli investimenti, ma ci siamo concentrati maggiormente su alcune categorie?di prodotto.

Come vi state organizzando con le spedizioni?

La logistica lavora regolarmente, solo la mattina, e riesce a far fronte alle necessità per la messa in spedizione dei prodotti acquistati.

è possibile per un’azienda che fa solo Ecommerce lavorare in Smart working?

Certamente sì, anzi in un certo senso, siamo anche avvantaggiati. I comparti che possono lavorare da remoto con il telelavoro sono l’amministrativo, il front-office, mentre nel magazzino si lavora tenendo conto di tutte le misure di sicurezza anti Covid19.

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Affidabilità?e Web Reputation

Qual è il messaggio più importante che un’azienda con un Ecommerce deve dare ai propri utenti/clienti in un momento di crisi?

Il cliente deve essere rassicurato ancora di più rispetto ad un periodo normale. Fornirgli assistenza sulle tempistiche di consegna e sullo status delle spedizioni è fondamentale. Impegnarsi per garantire il massimo del servizio in un momento difficoltoso.

Quali sono le misure che permettono di contrastare i periodi di crisi?

Sicuramente bisogna valutare attentamente molti fattori, in questo momento sono veramente numerosi. Era molto difficile, se non impossibile, immaginare la situazione che stiamo vivendo, fare delle previsioni contro i periodi di crisi non è forse il termine esatto. Però ci si può premunire e difendere a priori, per evitare di correre ai ripari poi. Sicuramente è necessario aver fatto bene in precedenza per poterne raccogliere i frutti anche nei momenti peggiori. Importante è?aver assunto una propria identità sul web? specializzandosi in un determinato settore merceologico. Questo consente alle aziende di subire le crisi in maniera più soft rispetto ad altri competitor.

Ripartire dal digitale

Qualunque categoria e settore merceologico possono evitare di fermarsi definitivamente grazie al canale web, le cui potenzialità non?vanno mai trascurate o sottovalutate.

Da anni lavoriamo al fianco di aziende di ogni settore puntando esclusivamente sull’Ecommerce e sulla lead generation,?creando strategie di web marketing ad hoc.

Se sei interessato a migliorare le performance del tuo Ecommerce o se stai pensando di aprirne uno ma non sai da dove iniziare, non perdere tempo.

Contattaci e studieremo insieme la soluzione migliore per la tua azienda.

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Covid 19 e advertising su Google: uno sguardo http://www.kindlecafe.com/2020/03/19/covid19-advertising-su-google-uno-sguardo/ http://www.kindlecafe.com/2020/03/19/covid19-advertising-su-google-uno-sguardo/#comments Thu, 19 Mar 2020 12:45:14 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16321 Quanto il Coronavirus sta impattando sulle campagne PPC oltre che sulla nostra routine quotidiana?

Uno sguardo dettagliato sull’impatto che il virus sta avendo sull’ADV online. Come cambiano le ricerche keyword in Italia

Eh sì, siamo ancora alle prese con il Coronavirus e i suoi effetti sulla società e sul mercato. Dopo avervi parlato di?smartworking e di effetti del trending topic sulle vendite online (per ora, ancora non definitivi), abbiamo deciso di parlarvi dei primi risultati sulle ricerche degli utenti e sulle campagna di advertising online.

Gli effetti della malattia, ormai evoluta a forma di Pandemia secondo l’OMS, stanno impattando diversi aspetti della nostra quotidianità. I più immediati e visibili riguardano, ovviamente, il rispetto del decreto legge del 9 Marzo 2020, che impedisce alle persone di effettuare spostamenti non necessari e promuove tutte le forme di telelavoro, tra le varie cose, e il nuovo decreto Cura Italia, che servirà a sanare le economie in crisi del nostro paese.

Ma la nostra quotidianità è composta anche da azioni e attività online: momenti di svago, come la visione di film e serie tv, ma anche di approfondimento e lavoro o studio, e anche necessità quali ricerche e acquisti. Tutto ciò si riflette sulla pubblicità e sulla promozione che brand e aziende svolgono (più o meno parzialemte) online.

Il che ci porta alla domanda centrale dell’articolo: come sta cambiando l’ADV ai tempi del Coronavirus?

INDICE

Le ricerche ed inserzionisti secondo Wordstream

Le persone restano più tempo a casa e per la prima volta abbiamo la possibilità di seguire l’evoluzione di una pandemia tramite strumenti tecnologici prima non disponibili, che consentono di ricevere informazioni e update quotidiani e costanti da ogni parte del mondo.

Nuovi bisogni, nuove esigenze si stanno già verificando in questi primi periodi di malattia e quarantena forzata, e le aziende più smart stanno reagendo offrendo nuove soluzioni in risposta.?Per alcuni inserzionisti, ciò significa nuove opportunità e capacità di attrarre nuovi clienti; per altri, significa perdita di posizioni di potere e crisi strategica.

Wordstream ha analizzato il comportamento degli utenti online e cosa?COVID-19 sta causando nei confronti della pubblicità Pay Per Click.

Negli USA, come ovunque ormai, le ricerche di Google sono cambiate e la settimana tra il 9 e il 15 marzo 2020 le impressions degli annunci della rete di ricerca di Google è iniziata a diminuire modestamente, del 7% in meno rispetto alla media.
Una situazione certamente non rara, ma comunque inaspettata per gran parte degli?inserzionisti.

Quello che sicuramente è molto diverso è il comportamento degli utenti che fanno ricerche. Mentre si riversano sulla SERP, gli utenti fanno ricerche molto differenti dal solito, il che significa che i clic non valgono la spesa pubblicitaria PPC. In pratica, con maggiore difficoltà si effettuano delle conversions.

E da quando COVID-19 è diventata un’epidemia anche negli Stati Uniti, circa tre settimane fa, infatti, il calo delle conversions è stato evidente: parliamo mediamente del 21% in meno. Ovviamente, molto dipende dal settore, poiché alcuni ne hanno anche beneficiato.

Settori economici che stanno beneficiando del Coronavirus

Non tutto il male viene per nuocere, potremmo dire. Come rivela l’analisi Wordstream, ci sono aziende le cui performance di campagne PPC stanno crescendo anche durante la pandemia.

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La crescita positiva per No?profit e la Salute

Onlus, associazioni di volontariato e charities stanno effettivamente avvantaggiandosi di questo tetro momento di crisi. è facile dedurre come in questo momento in molti siano più propensi a fare donazioni per nobili cause: lo dimostrano proprio le SERP di Google. Wordstream segnala infatti:

            1. un aumento del 10% delle impressions degli annunci della rete di ricerca.
            2. un aumento del 23% delle conversioni degli annunci della rete di ricerca.
            3. un aumento del 20% nel tasso di conversione degli annunci della rete di ricerca.

Lo stesso vale anche per il settore sanitario?e in generale farmaceutico e parafarmaceutico. Le ricerche in SERP dimostrano come gli utenti si siano riversati in rete per cercare farmaci, antidolorifici, e tutto ciò che potrebbe aiutarli in un periodo di difficoltà sanitaria.

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Analisi Wordstream USA

Chiaramente ciò significa facilità di successo per determinate campagne PPC, con conversioni decisamente più alte della media.

A seguire, questo trend coinvolge anche il settore cosmetico e dei prodotti di bellezza e per il benessere del corpo, che stanno ottenendo ottimi risultati, visto l’impossibilità di procurarsi in store.

Cinema, serie tv e media on demand

Siamo tutti (o quasi) costretti a casa. E cosa c’è di meglio di stare a guardare a fare binge wacthing? Quella che per alcuni era una “triste” abitudine serale è diventate per molti ora la norma – quando non una vera e propria valvola di salvezza e sfogo.

L’offerta e la promozione di serie tv, documentari e cinema on demand è decisamente?schizzata alla stelle in questo periodo, e così anche la risposta degli utenti in tal senso.

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In Italia, moltissime sono state anche le aziende che hanno deciso di regalare parte dei propri abbonamenti o database agli utenti in questo periodo di crisi, sfruttando così l’occasione di farsi conoscere (e benvolere) da un pubblico ben più ampio della normale audience.

Molte iniziative gratuite a sostegno dei periodi a casa sono rintracciabili sul sito di Solidarietà Digitale.

Anche qui, l’effetto positivo si riflette sia sul settore Entertainment che su quello internet/telefonia: cosa fare a casa, come lavorare o semplicemente svagarsi senza internet?

Società di telecomunicazioni e gestori di servizi di telefonia mobile e adsl o in fibra hanno visto fiorire il numero di contratti sottoscritti.

Chi e quanto ci sta perdendo in questo periodo: i settori

L’altra faccia della medaglia, quella ovviamente più visibile e preoccupante, è relativa ai settori che sono stati colpiti in pieno dallo scoppiare dell’emergenza sanitaria.

Il primo, banalmente, è quello dei viaggi e del turismo, oggi più che mai fermo e bloccato. I viaggi aerei sono stati praticamente banditi e moltissime compagnie aeree hanno annullato centinaia di voli.

Fare ADV di viaggi e turismo è effettivamente poco redditizio in questo momento, come segnano anche i?dati.

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Lo stesso vale per le attività commerciali collegate al turismo e, in generale, con il vivere e lo stare all’aperto: bar, ristoranti, pub, locali, pasticcerie, hanno dovuto chiudere i battenti così come rinunciare alle conversioni online.

Wordstream segnala una perdita del -18% delle impressions per i ristoranti e del -26% per i bar e locali. Effetto che si può solo parzialmente mitigare e sopperire con la creazione di servizi a domicilio.

Brevi consigli di sopravvivenza per chi lavora nei settori maggiormente esposti

In tempi di crisi ed emergenza o in tempi immobili, come sembrano essere questi, la cosa migliore non è battersi in ritirata ma studiare strategie di sopravvivenza e formularne di nuove per i tempi che verranno.

Quindi, il primo consiglio è, sorprendentemente, non stoppare le campagne. Staccare completamente le campagne PPC o social che avete in atto in questo momento è un grave errore e inficerà completamente la ripresa del business quando ci sarà bisogno di essere pronti e reattivi.

settori-benefici-domicilio-coronavirus

Ovviamente, non ha senso puntare sul traffico nel breve periodo, che volente o nolente, sarà impossibile a effettuarsi, ma puntare sul lungo termine può essere una strategia intelligente. La situazione evolverà e probabilmente allora sarà molto alta la reazione degli utenti alla ricerca di nuovi luoghi da visitare, esperienze da vivere o posti in cui assaggiare e gustare prelibatezze. In quel momento, sarà il vostro nome e i vostri servizi a tornare utili.

Altra strategia con effetti a medio-lungo termine da attuare subito è quella di puntare sul branding. Sottolineate i punti di forza, i valori e la filosofia generale delle vostre strutture, servizi e prodotti, rafforzate e diffondete l’idea positiva della vostra azienda anche in questo difficile momento.

è il tempo giusto per fissare argomentazioni più solide nella testa di consumatori possibili e reali.

La situazione in Italia: come le ricerche Google riflettono le nostre paure

Come sta andando la pandemia in Italia? Come si comportano gli utenti online?

Come ben sanno gli analisti SEO, il numero di ricerche legate all’immaginario del virus è incrementato sempre di più ed è un chiaro segnale dell’attenzione società/mass media nei confronti di alcuni termini, nonché delle intenzioni di acquisto di alcuni utenti.

Ecco l’andamento di keyword come Amuchina, Wuhan, mascherine, come rivela il Keyword Planner di Google:

keyword-planner-coronavirus

Interessante vedere come la parola Wuhan?dopo il boom di Gennaio e Febbraio stia retrocedendo, mentre invece tra le parole chiave ad alta concorrenza siano entrate in gioco “mascherine ffp3″ o “amuchina gel Amazon”:

keyword-planner-coronavirus
Non ci resta che attendere nuove notizie, sperando che siano rassicuranti, e continuare a lavorare per i nostri obiettivi – naturalmente, da casa.

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Smart working ai tempi del Coronavirus http://www.kindlecafe.com/smart-working-coronavirus http://www.kindlecafe.com/smart-working-coronavirus#comments Fri, 13 Mar 2020 11:10:20 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16318 Una guida Socialware su come sfruttare al meglio il lavoro da casa durante il Coronavirus

COVID-19 sta facendo del lavoro a distanza una nuova norma

Con la diffusione del Coronavirus,?eventi annullati?e un crollo del mercato azionario non sono le uniche cose che incidono sulle aziende.?Un numero imprecisato di lavoratori, in tutto il mondo, si sta adattando per rimanere a casa. Gli uffici stanno correndo ai ripari per trovare modi per adattarsi rapidamente alle operazioni da remoto.

Twitter ha?detto a tutti i suoi 5.000 dipendenti di lavorare da casa.?Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato un promemoria per incoraggiare gli impiegati a non entrare, e l’azienda si è impegnata a limitare la “densità umana” nei negozi.?La città di Seattle ha annullato le riunioni e ha detto ai suoi oltre 12.000 dipendenti di seguire le nuove Linee guida COVID-19 sulle modalità di lavoro alternative della città.

I brand nazionali di abbigliamento hanno chiuso i loro punti vendita in tutta Italia già prima dell’emanazione del decreto del 12 marzo.?Questo tipo di misure di sicurezza si sta diffondendo in innumerevoli agenzie, poiché i professionisti della pubblicità hanno, fortunatamente, la possibilità di poter lavorare dovunque.

Se non sei abituato a lavorare da casa, all’inizio può sembrare una vacanza.?L’opportunità di saltare il pendolarismo stressante e stendersi sul divano con un laptop sul petto è davvero gloriosa. Ma anche il lavoro a distanza può essere isolante e pieno di distrazioni.

Per rendere il lavoro da casa più efficace?e?divertente, abbiamo pensato di scriverti alcuni consigli.

Attenersi al programma

Un grave ostacolo, quando si lavora a casa, è la procrastinazione.

Nel comfort di casa tua, all’improvviso hai l’impulso e l’energia di fare cose che ti distraggono dal lavoro: pulizie di primavera degli armadi, pulizia del frigorifero, lavaggio delle finestre, organizzazione delle tue foto, e tutto ciò che non puoi fare mai e che faresti per il solo fatto che sei a casa.

Può essere allettante mescolare il tempo in ufficio con le faccende domestiche quando il bucato è?proprio lì, soprattutto se la giornata non è ostacolata da riunioni e scadenze.?Se lavori relativamente da solo, senza che nessuno controlli le tue ore, il trucco per evitare la procrastinazione è quello di essere il tuo capo.?Imposta il tuo orario di lavoro, le scadenze e le pause e attieniti ad esse come la colla.

Se hai problemi di messa a fuoco ed inizi a sentirti andare alla deriva, ti suggeriamo ti fare una pausa. Prendi un caffè, alla finestra di casa (se il tempo permette), in modo da poter tornare al lavoro più energico. Imposta un timer per intervalli di 10-15 minuti, ti aiuterà.

Angolo studio in casa

Crea un ufficio in casa

L’unico modo per separare l’attività lavoratica da quella familiare, è ricreare un piccolo ufficio in un angolo della casa. Una scrivania con sedia comoda, dove internet arriva senza problemi così come l’elettricità.

Un modo per impedire che il lavoro si impadronisca di tutta la casa è proprio quello di non spargere per tutta casa materiali lavorativi.

Non dimenticare le comodità. Rendi la tua sedia confortevole con dei cuscini. Ascolta musica di sottofondo se sei abituato a farlo e ti aiuta ad isolarti dal resto della casa. Sfrutta il televisore come secondo schermo. Crca di tenere il tuo pc all’altezza del tuo sguardo per non affaticare il collo. Applica in casa gli stessi accorgimenti che usi in ufficio.

E in questo caso specifico, ricorda di disinfettare tutto una volta terminato il lavoro con una soluzione alcoolica.

Usa la tecnologia a tuo vantaggio?

Il telelavoro semplicemente non sarebbe possibile senza Internet, ma è reso più funzionale e divertente grazie a tecnologie come Slack (per chattare con il tuo team), Google Hangouts e Skype (per conversazioni faccia a faccia rapide) e conferenze remote strumenti come Zoom, Whereby e Obs (per riunioni con più partecipanti).

Noi di Socialware ci affidiamo prevalentemente alla Suite di Google, già in ufficio. Una combinazione di strumenti davvero semplici che ci hanno consentito di lavorare da casa molto più facilmente.

Ogni mattina inizia la tua giornata con una teleconferenza in cui ognuno riporta le attività da svolgere nella giornata. Puoi riportare il tutto in un foglio di Google Sheets oppure attivare un altro strumento come Harvest.

Qui potrai inserire i vari progetti a cui il team si sta dedicando e impostare un monte ore. Inoltre, puoi aggiungere le varie attività da svolgere per ciascun progetto. In questo modo, ogni giorno, il tuo team può cronometrare le proprie attività e tu puo controllare il lavoro svolto.

mascherina e disinfettante per casa socialwareNon ti isolare completamente?

Il giornalista venezuelano José González Vargas ha lavorato da casa fino a poco tempo fa e ha dichiarato via Twitter che mentre amava la comodità di lavorare sul suo divano, odiava la “mancanza di contatto umano” e “un ambiente pieno di distrazioni diverso da quello che ti costringe a concentrati sul tuo lavoro. ”

Purtroppo siamo costretti a lavorare da casa pertanto cerchiamo di trarre ispirazione dagli spazi che ci circondano. Cambia la tua posizione in base ai tuoi obiettivi.

Usa diversi spazi come spunti per ciò che devi realizzare. Siediti al tavolo della cucina se devi scrivere. Spostati vicino alla macchinetta del caffè per inviare un’e-mail e poi sorseggiarlo subito dopo. Il vantaggio è che puoi modificare il tuo ambiente a tuo piacimento.

Ti possiamo suggerire di programmare il tempo di lavoro per tutta la settimana, in modo da saper a monte cosa fare e poter star tranquillo in caso di imprevisti.

Risorse gratuite sul web

Lo smartworking non è solo lavoro. Non recandoti fisicamente in un luogo, risparmierai tempo che puoi dedicare alla cura del tuo corpo o della mente.

Sicuramente avrai comprato libri che non hai avuto modo di leggere. Qualche libro formativo. Tanti i temi: Seo, Ecommerce, Social marketing, Copywriting, etc. Ora è arrivato il momento di farlo.
Non solo, online sono fruibile tantissimi contenuti che solitamente trovi a pagamento. Il governo ha istituito un sito per la solidarietà digitale in cui ha raccolto tutti i servizi offerti da grandi e piccole imprese. Dalla connettività, all’e-learning, passando per l’editoria e i servizi d’intrattenimento.
E se non fosse sufficiente, anche il mondo dei social si è mobilitato. Gli influencer, capitanati da Chiara Ferragni e suo marito Fedez, hanno fatto partire delle raccolte fondi per sostenere gli ospedali italiani. Tanti specialisti del settore, più o meno conosciuti, hanno offerto i loro servizi gratuitamente alle imprese che hanno dovuto fermare la loro attività. Consigli di comunicazione piuttosto che strategie, per affrontare questo periodo e tenersi pronti per la ripresa.

Sono nate anche pagine Facebook in cui tutti possono postare video formativi sull’utilizzo di strumenti e piattaforme digitali piuttosto che strategie di comunicazione, gestione della crisi e social marketing.

Conclusioni sullo smartworking

Cogli questa occasione come un’opportunità per mostrare a bambini, partner o coinquilini cosa in realtà fai tutto il giorno quando sei normalmente in ufficio.?Blocca un’ora a metà giornata per pranzi sani o far movimento in casa.?Lavorare da casa consente un livello di auto-cura che è spesso impossibile in un ufficio.

Questo è un’occasione per recuperare il tempo che ti è sempre mancato.

Usa questo tempo non solo per affrontare i tuoi compiti attuali ma anche per andare avanti con incarichi futuri.?è anche un buon momento per prestare attenzione a quanto tempo impieghi per completare i progetti a casa.?Se è notevolmente più veloce, porta questa conoscenza al tuo capo e fai una richiesta per lavorare da casa più spesso.

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Coronavirus e vendite: come un trending topic influenza il mercato http://www.kindlecafe.com/2020/02/28/corona-virus-e-vendite-online-come-un-trending-topic-influenza-il-mercato/ http://www.kindlecafe.com/2020/02/28/corona-virus-e-vendite-online-come-un-trending-topic-influenza-il-mercato/#comments Fri, 28 Feb 2020 09:41:13 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16261 Il dilagare del COVID19?su social, web, e giornali

Cosa provocherà questa ondata di epidemia a livello di digital marketing?

Da giorni siamo bombardati da notizie e informazioni sul Coronavirus, in un crescendo informativo, alimentato dall’incertezza e da un certo clima isterico a livello nazionale e non solo. Un virus i cui effetti, purtroppo, non sono solo visibili a livello di numero di vittime e contagi, ma anche da un punto di vista di danni economici, sia online che offline.

INDICE

  1. Alcuni effetti immediati
  2. Che cosa sono i trending topics
  3. Coronavirus i numeri del contagio web
  4. Coronavirus, non tutto il male viene per nuocere
  5. Coronavirus e acquisti, quali effetti
  6. Qualche regola di fact-checking per vivere meglio

Alcuni effetti immediati del Coronavirus

coronavirus-effetti-vendite-1In un solo giorno, lunedì 3 febbraio 2020, le banche cinesi hanno bruciato 420 miliardi di dollari, ad esempio, per recuperare solo il 2% grazie ai provvedimenti che sta prendendo il Governo Cinese per redimere gli effetti economici del virus. Il virus ha contagiato anche Piazza Affari, che ha bruciato 30 miliardi, mentre l’indice FTBE scendeva del 5,43%, e le cose non si sono ancora stabilizzate nel complicato scenario bancario.

Ma i danni del COVID19 non si limitano alla finanza e ai malati – che in totale nel mondo sono attualmente circa 82.500 – e si estendono anche al mondo digital e web, con un vero e proprio contagio epidemico. Questo trending topic, che nelle ultime quattro settimane ha prodotto già oltre 15 milioni di tweet, è diventato ormai un vero e proprio elemento da considerare nella propria comunicazione e strategia di marketing.

Prima di addentrarci in una stima di proiezioni di quello che potrà succedere e un’analisi di quello che sta già succedendo per via di questa epidemia, facciamo un piccolo passo indietro.

Che cosa sono i trending topics?

I social network ci permettono di essere interconnessi: con i nostri conoscenti e famigliari vicini e lontani, con le Istituzioni, con le aziende, i brand che seguiamo (o che ci in-seguono). La facilità con cui avviene lo scambio di informazioni ai tempi dei social è impressionante, così come la semplicità con cui un argomento va on flame e un caso si monta in un secondo.

La parola trending topic?nasce?nell’ambito di Twitter per espandersi a molte altre situazioni. I trending topics sono quei temi (notizie, argomenti, personaggi, ecc.) che diventano popolari nelle conversazioni online – originariamente, appunto su Twitter. Normalmente sono connotati da un hashtag, che viene ritwittato e?ripetuto nei post social, aggregando tutte le conversazioni attorno ad un argomento specifico.

coronavirus-effetti-vendite-2I trending topics non hanno regole definite, nel senso che a volte possono bastare anche pochi tweet per scatenare il popolo del web, né basta che ci sia un influencer di mezzo per decretare il successo di un topic, anzi spesso sono le fonti più underground a scalare la classifica ed entrare nella top ten degli hashtag più seguiti e con più contenuti.

Ci sono momenti, chiaramente, in cui alcuni?topic si impongono all’attenzione del pubblico, come è il caso del Coronavirus o della Brexit poco tempo fa, anche perché le fonti di informazione tradizionale, come le testate giornalistiche, tendono a seguire ed alimentare i trending topics.
Si genera così un meccanismo in cui da un piccolo numero di persone che parla – sul web – di un certo topic, la notizia si espande a tutti, andando a finire su giornali, radio e tv, intaccando anche quella parte di popolazione che non ne aveva ancora sentito parlare, fino ad arrivare ad essere costantemente “oppressi” da quel topic, che si propaga ovunque, trasversalmente, sempre più amplificato.

Coronavirus: i numeri del contagio web

Il Coronavirus rappresenta una delle prime epidemie completamente seguite sul web a livello mondiale. Aggiornamenti quasi minuto per minuto, mappe interattive del contagio, centinaia di articoli scritti sul web, questa epidemia sta prendendo i tratti di una vera e propria “info-demia“, come l’ha già soprannominata qualche giornalista.

I numeri confermano la prepotenza del contagio web:

  • 550 K di ricerche mensili per la keyword coronavirus
  • 1600 il numero delle ricerche mensili per la keyword contagio coronavirus

Per darvi un’idea, le ricerche mensili su Google generate dalla keyword Sars erano 27.100.

Per quanto riguarda invece i social abbiamo su Twitter

  • 61,3 K tweets per #COVID2019
  • 349 K tweets per #COVID-19
  • 65 K per #CoronaVirusUpdates

mentre su Instagram al momento ci sono 751 K post taggati con #coronavirus e centinaia di profili aperti (con nomi come Coronaviruss, corona virus, ecc. ecc.) che fanno buzz sull’argomento.

Coronavirus: non tutto il male viene per nuocere

I social ci stanno consentendo di avere un pensiero e processi decisionali collettivi”,?dice Crystal Watson, ricercatore senior e professore sempre del Johns Hopkins Center for Health Security, in un’intervista al Time. “Nelle epidemie degli anni scorsi, prima dell’avvento dei social media, dovevamo aspettare una pubblicazione su un giornale accademico per conoscere lo stato di avanzamento delle ricerche individuali e capire cosa stava accadendo. Adesso la condivisione delle informazioni tra esperti è molto più veloce e facilitata”.

coronavirus-effetti-vendite-4La sinergia tra comunicazione e informazioni si sta avvalendo della tecnologia web per migliorare la conoscenza della malattia e la sua evoluzione. Tramite Twitter, Skype, Whatsapp e bioRxiv, un sito in cui gli scienziati caricano i propri articoli in attesa della revisione pubblica, la comunicazione tra scienziati, biologi, ricercatori e medici di tutto il mondo procede molto velocemente, sostituendosi quasi a riviste e pubblicazioni scientifiche, permettendo loro di fare un brainstorming da remoto sull’ancora semi-sconosciuto Coronavirus.

Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (EDCD) quotidianamente twitta un’infografica che riepiloga i dati accertati sulla situazione (ecco i dati elaborati), e così anche l’OMS che fornisce sia un rapporto sui numeri effettivi del contagio ma anche un quadro dei rumors sull’epidemia del Coronavirus.

E per quanto riguarda gli acquisti?
Coronavirus e conseguenze economiche

Se il Coronavirus ha già impattato pesantemente su Banche e Finanza, anche altri settori sono stati colpiti negativamente dalla malattia.

Uno dei primi settori? a essere sfavorito dal Coronavirus è quello dell’automotive: diversi gruppi hanno fermato la produzione nelle fabbriche cinesi, e case come?Hyundai?e Toyota non stanno ricevendo le componentistiche necessarie a per la produzione di alcuni modelli.

Idem dicasi per il comparto degli Smartphone: ricordiamo che gran parte della produzione è situata in Oriente, in Cina, tra cui proprio gli iPhone.

I danni per il turismo in Italia

Per l’Italia, il danno si sente già in alcuni settori. L’economia di lusso ha subito una bella battuta d’arresto, poiché oltre il 28% egli acquisti in questo settore vengono fatti proprio da cittadini cinesi, i quali spendono anche in media 1500 euro a testa.
Ma ancora più grave la situazione per il turismo in Italia.
Il 2020 doveva essere l’anno del turismo cinese in Italia, con l’attesa di ben 4 milioni di turisti cinesi nel paese. A questo, si aggiunge l’isteria generalizzata che ha portato passeggeri e compagnie a cancellare viaggi e voli. Circa?50 mila viaggiatori hanno cancellato?una prenotazione di viaggio e migliaia annullano i preventivi, dichiara?Assoviaggi Confesercenti.

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Le agenzie segnalano il 20,3% di cancellazioni per la Cina e il 32%?verso il resto dell’Asia. A questi numeri si aggiunge una quota di persone che ha richiesto l’annullamento del viaggio in Europa e fuori?(America, Africa… ).

Alcune compagnie di volo, come British Airways, ha sospeso i voli da/per Milano fino a Marzo, e disguidi di vario tipo ci sono stati anche lato collegamento ferroviario, con la Svizzera che ha bloccato per alcune ore i treni per l’Italia e la giornata di lunedì 24 Febbraio 2020 che ha registrato un generale ritardo su tutte le linee ferroviarie italiane.
Italo e Trenitalia, infatti, hanno predisposto rimborsi e indennizzi per i viaggiatori.

Cosa succede negli acquisti online per via del COVID19

La flessione si registra ovviamente anche a livello web, dove il dilagare delle notizie, vere o presunte tali, corre decisamente veloce come e più del virus stesso.

Il numero di articoli, di domande e conversations su “è pericoloso comprare pacchi dalla Cina?” è impressionante. Molti si sono domandati se usare i celebri Ecommerce cinesi, come Wish o AliExpress, significasse aumentare i rischi del contagio.

Una questione talmente pressante che il Centers for Disease Control and Prevention è intervenuto per fugare ogni dubbio, in un nota di approfondimento ufficiale relativo alla malattia:
La famiglia dei Coronavirus, da cui deriva il 2019-nCoV, è ancora oggetto di indagine scientifica e molto c’è ancora da sapere su come si diffonda. I casi precedenti di Coronavirus, responsabili di infezioni molto gravi che hanno colpito persone come la MERS e la SARS, vedevano entrambe la loro origine nei pipistrelli (sebbene il nuovo Coronavirus sia più vicino alla SARS che alla MERS).
Al momento è difficile capire se questo virus si comporterà come fecero in passato la SARS e la MERS, ma è possibile fare riferimento a questi per orientarci su eventuali dubbi. I Coronavirus difficilmente riescono a sopravvivere sulle superfici e di conseguenza il rischio di diffusione tramite prodotti e imballaggi che solitamente vengono spediti per giorni e settimane a temperatura ambiente è molto basso.

Una risposta precisa e chiara, che però non ha impedito ai più prudenti di evitare gli acquisti online con origine cinese. Né di creare qualche disagio al gigante Amazon: per alcuni giorni sono stati sospesi i servizi di Amazon Prime Now a Milano e Torino: troppe richieste in troppo poco tempo, a quanto pare. La corsa ai rifornimenti, che si è verificata in moltissimi ipermercati del Nord Italia, si è riversata anche sul web, con risultati altrettanto negativi.

Qualche regola di fact checking per vivere meglio

Mentre la situazione sembra leggermente migliorare (oggi è il primo giorno in cui le vittime a livello mondiale non sono cresciute rispetto al giorno precedente), possiamo trarre una breve conclusione da questa vicenda.
La più immediata riguarda la verifica delle informazioni di cui si viene a conoscenza. Alcune regole di fact checking possono aiutare nel discernere vero da verificabile:

  1. Controllare la fonte della notizia: chi l’ha diffusa? che tipo di giornale è? l’autorevolezza di un giornale è un indice della veridicità della notizia.
  2. Fare?almeno?double check: ossia vedere se più di un giornale/testata diffonde la stessa notizia.
  3. Aspettare nel diffondere le notizie di cui non si è certi: regola di buon senso che è sempre meglio esplicitare.

fact-checking

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Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram? http://www.kindlecafe.com/il-momento-migliore-pubblicare-Instagram http://www.kindlecafe.com/il-momento-migliore-pubblicare-Instagram#comments Mon, 17 Feb 2020 16:33:43 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16250 Quando pubblicare su Instagram per ottenere maggiore visibilità?

Esiste il momento giusto per pubblicare su Instagram?

Se non ti sei mai chiesto “Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?”?allora non hai mai vissuto la vita di un vero Instagrammer. Tutti i Social Media Manager si sono chiesti almeno una volta nella vita quando pubblicare un post su Instagram per ottenere la massima visibilità. Con questo articolo di Socialware ti voglio dare la risposta che probabilmente non ti ha mai dato nessuno. Scopriamola insieme.

Innanzitutto, mentre ci sono alcune regole generali che si applicano per cercare il momento migliore per pubblicare, gli intervalli esatti differiranno sempre da marchio a marchio.?Scopriremo che l’orario di pubblicazione riguarda il settore, il pubblico e anche il singolo profilo di cui ci stiamo occupando.

Linee guida generali riguardanti il ??momento migliore per pubblicare su Instagram

5 regole per ottenere visibilità su Instagram

Tieni presente che le linee guida generali relative ai periodi migliori per pubblicare su Instagram non ti daranno la massima precisione ma offriranno un buon punto di partenza.?Senza stressarti troppo, sarai in grado di aumentare la tua portata e quindi ricevere più like, commenti e salvataggi.?Sì, è il modo più rapido e semplice per ottenere il massimo dai tuoi sforzi.

Secondo?un’infografica creata?dal noto esperto di social media Neil Pate, i contenuti condivisi su Instagram durante le ore di lavoro sono molto meno propensi ad ottenere tassi di coinvolgimento più elevati.?Pertanto, pubblicare un post all’ora di pranzo o esattamente dopo che il tuo pubblico abbia smesso di lavorare sono momenti perfetti per condividere i tuoi post su Instagram.

Bisogna precisare che non esistono le 5, 4 o 3 regole per ottenere maggiore visibilità. Quello che ti posso consigliare è di analizzare i dati del tuo pubblico anche ogni settimana. Questi possono cambiare in base alla variazione del pubblico (aumento o diminuizione), ai periodi dell’anno, alle festività e stagionalità.

come-ottenere-visibilita-su-instagram

Pubblicare tutti i giorni per ottenere maggiore visibilità

Quando si tratta dei giorni migliori per pubblicare su Instagram, a quanto pare lunedì e giovedì sono i giorni che attirano maggiormente il coinvolgimento secondo una serie di articoli pubblicati sul web. tanti altri consigliano di pubblicare tutti i giorni anche un paio di volte al dì. E il contenuto di valore che fine fa in questo caso? Lascio libera considerazione a te.

Come avrai già capito, le fasce orarie specifiche differiranno in base al tuo pubblico di destinazione.?Questo spiega perché il più delle volte la ricerca mostra prove e consigli contrastanti.?E ci porta alla prossima idea: invece di cercare quali sono i momenti migliori per pubblicare su Instagram, perché non ricercare il metodo per scoprire come fissarli??Sono certa che me lo avresti chiesto, per cui ho ti anticipo nelle prossime righe con la soluzione alle tue perplessità.

Come scoprire il momento migliore per pubblicare il tuo post?

Il metodo che ti presenterò in seguito è stato completamente testato da me negli ultimi anni. sicuramente penserai che col passare degli anni anche Instagram è cambiato molto e il metodo risulterà obsoleto già mentre lo starai leggendo. Il mio metodo è ancora valido come non mai e ti dimostrerò che funziona davvero ancora oggi.

Come capire quando pubblicare?

Per arrivare alla risposta migliore a questa domanda ho analizzato i post di 10 settori totalmente diversi tra loro per circa un anno. I dati principali riguardavano in primis il coinvolgimento seguiti da palette di colori, copy, call to action e hashtag. A queste variabili sono da aggiungere tempo di pubblicazione e pubblico di primario interesse. Non bisogna dimenticare il numero dei followers e dei profili seguiti, dati fondamentali per il calcolo dell’engagement.

Il dato assoluto è che i post pubblicati tra le 7 e le 9 del mattino hanno ricevuto il più alto tasso di coinvolgimento.

Questo però andrebbe contro quanto detto prima. Non esiste l’orario perfetto di pubblicazione è tra le risposte che do più volte al giorno a chiunque. Quindi? Cosa non va? Come trovare il metodo per individuare l’orario perfetto?

Il metodo infallibile per pubblicare nell’orario giusto

Bisogna dividere due casi: un profilo appena nato e un profilo con uno storico di pubblicazione. Quando abbiamo un profilo appena creato i tempi di analisi si allungano un po’. I primi 21 post circa devi programmarli in orari totalmente diversi gli uni dagli altri. Fondamentale è che gli orari non si ripetano, a maggior ragione nelle stesse giornate, per poter vedere come reagisce il tuo pubblico.

Se il tuo profilo aziendale invece presenta uno storico di pubblicazione, puoi effettuare un’analisi mobile dall’app Instagram in “Dati statistici” nella sezione “Attività”. In alternativa, come faccio io, puoi aprire il tuo “Creator Studio” dal Business Manager. Troverai “Dati statistici” e poi “Pubblico” come nella versione mobile. Scorrendo verso il basso, vedrai la sezione “Dove sono i tuoi follower su Instagram“. Qui sono indicati i giorni e gli orari in cui i tuoi followers sono più attivi. Se analizzerai questo grafico costantemente e pubblicherai i tuoi post negli orari e nei giorni indicati, sarà impossibile sbagliare.

orari-pubblicazione-instagram

Pubblicare post su Instagram nel weekend

Come abbiamo visto, i tempi ottimali per la pubblicazione dipendono anche dal giorno della settimana.?Questo non è difficile da capire.?analizza te stesso.?Durante il fine settimana il tuo comportamento di visualizzazione di Instagram potrebbe essere diverso dai giorni feriali. Attenzione però. Il momento migliore per pubblicare di sabato potrebbe anche essere diverso dal momento migliore per la domenica.?Tutto dipende dal comportamento e dalle routine del pubblico di destinazione.

Quando non pubblicare su Instagram: ora e giorno

Bello pensare al momento migliore per pubblicare su Instagram, ma possiamo anche identificare il momento peggiore per pubblicare su Instagram??Il metodo di investigazione è sempre lo stesso ovviamente.?Solo, invece di concentrarti sulle ore con il massimo coinvolgimento, guarderai le ore di pubblicazione che offrono il minor coinvolgimento ai tuoi post.

Sarebbe possibile trovare il tuo giorno migliore per pubblicare su Instagram??Certo, perché no??Prendi semplicemente i dati di pubblicazione per tutti i tuoi post storici e crea un grafico che ti aiuti a capire il tuo “giorno migliore”.?Non sarà difficile vedere quale giorno della settimana risalterà dal grafico e dovrebbe coincidere col giorno della settimana migliore per pubblicare ogni settimana su Instagram.?Ancora una volta, tutto dipende dalla tua specifica base di followers.

Conclusione

Ora è il momento di programmare tutti i tuoi post col Creator Studio negli orari e nei giorni che hai identificato come i migliori per il tuo profilo Instagram Business. Sperimenta non solo su ora e giorno. Prova colori differenti. Concentrati sui contenuti e dai respiro ai tuoi post. Parla con la tua community. Non mettere un muro cristallino tra voi. E poco dopo analizza i dati. Tutti i tuoi sforzi insieme ti porteranno i risultati sperati.

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Marketing Automation per l’Ecommerce http://www.kindlecafe.com/marketing-automation-ecommerce http://www.kindlecafe.com/marketing-automation-ecommerce#comments Wed, 12 Feb 2020 11:44:57 +0000 http://www.kindlecafe.com/?p=16221 Marketing Automation: definizione, vantaggi e opportunità

Perché adottare strategie di Marketing Automation e da dove partire

Parlare oggi di Marketing Automation vuol dire affrontare uno dei temi più discussi del momento. C’è chi lo ha definito un trend topic dell’anno, c’è chi invece ne parla sottovalutandone ancora le reali potenzialità. Ciò che di sicuro possiamo affermare con certezza è che i tempi sono abbastanza maturi per intraprendere un percorso molto interessante.

Partendo dai risultati acquisiti negli ultimi anni, il sentiero che possiamo seguire oggi ci porta fino alle vette più alte del digital marketing?da dove osservare cosa c’è all’orizzonte e quali saranno i cambiamenti con i quali ci misureremo nel prossimo futuro. Ma per arrivare sin lassù, il tragitto è meno lineare di quanto si possa immaginare, oltre a nascondere pericolose trappole. Perciò andiamo con ordine e di sicuro raggiungeremo la vetta.

INDICE

  1. Cos’è la Marketing Automation
  2. Perché è importante automatizzare i processi
  3. Marketing Automation: da dove partire
  4. Qual è il tool migliore di Marketing Automation
  5. Conclusioni

Cos’è la Marketing Automation?

Come spesso accade, quando ci troviamo a dover definire una novità, a cercarne i confini e ad inquadrarla in un contesto, ci accorgiamo subito che un’innovazione quasi sempre si regge su radici ben ancorate al passato. Un passato del quale oggi raccogliamo i frutti, osservandone la sua continua evoluzione.

Parlare di Marketing Automation vuol dire partire dal concetto più ampio di “automazione”, termine usato per la prima volta nel 1952 da John Diebold che in un suo studio condotto all’Università di Harvard presentava dei casi d’uso di sistemi programmabili in ambito economico.

Marketing Automation - storia

Da allora il termine ha attraversato numerosi settori legati all’ingegneria meccanica, passando dal controllo di sistemi industriali e produttivi, fino ad arrivare all’era dello sviluppo in ambito informatico. Una storia lunga caratterizzata dalla costante ricerca da parte dell’uomo di semplificare processi complessi o faticosi affidandosi alla forza e alla “lucidità” delle macchine.

Fatto questo breve viaggio nel passato possiamo quindi evitare la prima trappola. Per la definizione di Marketing Automation è importante non commettere l’errore di confondere gli strumenti con l’ambito, gli attrezzi del mestiere con il metodo. Quella che sembra una precisazione banale ci permetterà più avanti di capire come scegliere un tool di Marketing Automation e per quale obiettivo.

Dunque, possiamo affermare che la Marketing Automation è un approccio strategico e operativo in ambito digital grazie al quale abbiamo la possibilità di pianificare, gestire e monitorare flussi automatici di contenuti pubblicati o inviati al verificarsi di determinate condizioni o eventi.

Si tratta di una modalità di gestione della digital strategy che ha i suoi strumenti di lavoro più o meno potenti per innescare in modo automatico attività che sarebbe impossibile implementare manualmente. Ridurre la Marketing Automation all’utilizzo di un tool rispetto ad un altro o alla sola email del carrello abbandonato, vuol dire semplificare un ambito con infinite possibilità che vanno a ridefinire l’operatività e il rapporto con gli utenti.

Marketing Automation

Perché è importante automatizzare i processi

Adottare strumenti e tecniche di Marketing Automation significa passare ad un livello successivo da diversi punti di vista. Il primo è quello operativo e anche il più semplice da intuire. Automatizzare i processi amplifica in modo esponenziale le possibilità delle tue azioni. Si passa ad esempio da un messaggio per una lista di utenti ad un messaggio per ogni utente. In parole semplici quello che è oggettivamente impossibile, ovvero produrre un contenuto personalizzato per ogni utente che compie un’azione sul tuo sito, diventa possibile.

Seconda trappola da evitare: automatizzare non vuol dire lavorare meno. Per quanto l’innovazione tecnologica abbia raggiunto risultati stupefacenti, un cervello artificiale che sostituisce quello umano non esiste ancora. Dobbiamo quindi intendere la Marketing Automation come un upgrade delle nostre possibilità, un livello successivo che va progettato, monitorato e ottimizzato proprio come tutte le attività svolte quotidianamente fino ad oggi. Nessun superpotere o interruttore magico.

Un altro aspetto molto importante sul quale la Marketing Automation ha un impatto significativo è legato alla qualità del rapporto con gli utenti. è qui che avviene un importante paradosso. Grazie ad attività automatizzate infatti è possibile costruire un rapporto più “umano” con gli utenti. Quello che può sembrare un metodo che sostituisce l’attività umana, porta proprio al risultato contrario, superando finalmente tutti quei limiti che rendono ancora troppo poco efficaci le comunicazioni di massa inviate ad utenti mai abbastanza profilati.

Marketing Automation

Terza trappola nella quale è opportuno non cadere: la Marketing Automation non è uno strumento più potente per perseguitare gli utenti in ogni momento della giornata fino allo sfinimento. Come ogni attività e strategia, è fondamentale predisporre un corretto sistema di profilazione che permetta di raccogliere i dati utili a costruire e ad assecondare il profilo dell’utente. Una grande quantità di informazioni molto importanti per interpretare e rispettare in modo sempre più efficace le sue reali manifestazioni di interesse.

Marketing Automation: ecco da dove partire

La possibilità di automatizzare processi operativi e attività di marketing digitale ci permette oggi di distinguere un digital marketing “tradizionale” da quello proiettato verso il futuro. Se solo qualche anno fa i promotori della pubblicità profilata online definivano tradizionali e superate le pubblicità sui cartelloni offline, oggi accade quasi lo stesso. Per quanto sia ancora utile, non è più sufficiente inviare un’email alla lista di chi ti ha fornito un’informazione che è ferma lì da quasi un anno. Il nostro comportamento digitale non è quasi mai perfettamente coerente con le risposte che forniamo nei moduli di iscrizione ad una newsletter. Ed è qui che viene il bello.

Predisponendo gli strumenti di Marketing Automation per la raccolta strutturata di dati personali, comportamentali e transazionali sarà il singolo utente a dirci chi è superando ogni ipotesi iniziale. Occorre partire quindi da un cambio di prospettiva della fase di costruzione di una strategia nella quale i dati diventano delle risposte puntuali che generano nuove azioni, come spiega Patrick Singer nei suoi 4 step dell’approccio data-driven.

Partire dai dati e dalla loro organizzazione è quindi il primo passo, ponendo la giusta attenzione sulla crescente importanza delle informazioni comportamentali. Attraverso la corretta aggregazione di questi dati sarà possibile costruire percorsi differenti e di gran lunga più efficaci.

Qual è il tool migliore di Marketing Automation

Siamo arrivati dunque alla scelta del tool ideale. Come dicevamo la Marketing Automation è prima di tutto un approccio strategico. Partendo da questa sottile precisazione è possibile valutare gli obiettivi scegliendo gli strumenti più adeguati per raggiungerli. Le caratteristiche che rendono un tool di Marketing Automation più efficace rispetto ad altri sul mercato sono diverse ma ce ne sono due che meritano particolare attenzione.

La prima è la capacità di tracciare il comportamento e le azioni degli utenti che visitano il sito. Grazie a questa possibilità non sarà più necessario porre continue domande all’utente per registrare il suo livello di interesse. Sarà lui con la sua attività a darci le indicazioni corrette a partire dalle quali possiamo impostare la nostra attività di marketing strettamente legata alle sue azioni e alle sue “non-azioni”. Una fase che richiede da parte nostra la massima attenzione nell’interpretazione di particolari azioni (es. visita di una determinata pagina con contenuti informativi rispetto ad una pagina di prodotto).

La seconda riguarda la possibilità di costruire un processo omnicanale, cioè che permetta di sviluppare una strategia capace di comprendere, interpretare e pianificare customer journey complessi. Poter immaginare e costruire percorsi basati sull’integrazione di più canali che svolgono un’attività coordinata è uno dei vantaggi più importanti che un tool di Marketing Automation efficace.

Marketing Automation

Tra tutti quelli disponibili sul mercato SALESmanago è sicuramente uno dei tool più affidabili utilizzato da grandi brand come Vodafone, Yves Rocher, DeLonghi, Starbucks Coffee, New Balance, Orange. Uno strumento di lavoro che con un’interfaccia intuitiva permette un livello anche molto complesso di progettazione e di automazione. Un tool con il quale portare l’abituale approccio strategico ad un livello successivo.

Conclusioni

Parlare di Marketing Automation in pochi paragrafi non è affatto sufficiente. Torneremo presto ad affrontare altri temi molto interessanti che offrono importanti spunti di riflessione. Uno fra tutti riguarda l’incontro tra digital marketing e ambiti come l’intelligenza artificiale (AI) e il Machine Learning. Cos’è il marketing predittivo e quali sono le opportunità e le criticità di un approccio così evoluto. Materiale di discussione ce n’è. Alla prossima ??

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